Maria Fiorito: un incontro tra cibo e spiritualità

Maria Fiorito, specializzata in Teologia, affronta un tema molto particolare e interessante: la relazione tra cibo e spiritualità. Ritiene che non ci nutriamo di solo cibo e che quindi il benessere personale di ognuna di noi passa anche attraverso altri elementi nutritivi che ‘ingeriamo’, come le parole, i pensieri, le letture, le relazioni personali, le interpretazioni degli eventi della nostra vita quotidiana.
Leggi la sua intervista per conoscere il suo libro e il suo progetto: TeoDieta, il benessere passa dalla spiritualità

Parlaci un po’ di te e del tuo lavoro. Qual è il tuo percorso formativo e professionale?

Fin da bambina ho sempre amato le professioni d’aiuto (medico, assistente sociale, psicologa) e contavo di specializzarmi in una di queste professioni. Invece mi sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza che, ad un passo dalla laurea, ho abbandonato per  gravi vicissitudini familiari che mi hanno spinta verso la facoltà di Teologia. Mi sono specializzata in questa disciplina e oggi sono una docente di religione cattolica presso un istituto comprensivo statale, oltre che scrittrice e blogger. 
Ma ho sempre amato molto leggere (forse per via del mio carattere introverso!), trovo nei libri “il mio rifugio, la mia pace, la mia quiete”. Proprio due libri sono stati la ragione dei miei cambiamenti più importanti, uno dei quali, relativo all’alimentazione mi ha aperto un mondo, un nuovo mondo, e mi ha fatto scoprire che esiste un nesso tra alimentazione e salute. Da qui ho iniziato ad approfondire il tema dell’alimentazione per poter aiutare gli altri (ero ancora all’oscuro del legame che esiste tra alimentazione e salute quando ho perso il mio secondo fratello a causa di un carcinoma) e ho approfondito la conoscenza degli alimenti, delle loro combinazioni, della loro qualità. Ho iniziato a leggere avidamente libri sul cibo, sulla nutrizione o sulla salute, e ho iniziato a frequentare dei corsi specifici che mi hanno permesso di acquisire dei titoli grazie ai quali posso esprimermi con competenza in tema di alimentazione, inoltre collaboro con una nota rivista di medicina. Alla fine, io che di base ho una formazione teologica, ho capito non solo che non tutto ciò che è buono al palato fa bene al corpo e alla mente, ma anche che non si può conoscere mai il vero senso di soddisfazione finché non si impara a scendere in profondità, verso qualcosa di infinitamente più gradevole e importante come il disvelamento della nostra Anima. Solo stando in contatto con la nostra Anima, ed essendone realmente consapevoli, possiamo conoscere noi stessi e quindi procedere nella direzione migliore per noi. 

Cosa stai cercando di fare con il tuo progetto dedicato ad alimentazione e spiritualità a cui hai dedicato il libro “TeoDieta”? 

Partendo dal biblico “Non di solo pane vive l’uomo” mi impegno a portare avanti l’idea che ci nutriamo non solo degli alimenti che introduciamo nel nostro corpo ma anche delle “parole”, dei pensieri, della cultura che assimiliamo tramite le letture, le relazioni personali, le interpretazioni degli eventi della nostra vita quotidiana. Pertanto, come c’è un minimo di cibo che dobbiamo ingerire per vivere, così c’è una soglia minima di nutrimento dell’anima che non possiamo ignorare, pena alcune patologie spirituali irreversibili.  

Perché hai deciso di sviluppare questo progetto dedicato al tema dell’alimentazione e della spiritualità? Qual è il messaggio che vuoi condividere? 

Innanzitutto mi preme sottolineare che TeoDieta non è una dieta dimagrante né l’ultima moda per perdere peso. Ho voluto sviluppare il concetto di dieta dal greco diaìta, cioè stile di vita, che comprende non solo una sana alimentazione ma anche il movimento, una corretta respirazione, la meditazione, la preghiera. Lo scopo è far prendere consapevolezza che, se prendiamo in mano la nostra vita con tecniche d’aiuto, forse possiamo dare un senso a questa vita, arricchendola di significato e profondità.

Quali sono le difficoltà maggiori che incontri nel portare avanti il tuo progetto? Credi che le persone con cui hai a che fare abbiano difficoltà ad accettare che esiste una forte relazione tra ciò che si mangia e la propria spiritualità? 

Devo dire che non ho incontrato grosse difficoltà, anzi, la gente è molto incuriosita da questo argomento ed è ben felice di saperne di più. Oggi si parla tanto di spiritualità, pertanto le persone si stanno avvicinando a questo argomento, e stanno iniziando a guardare le cose da questo punto di vista. Tant’è che oggi TeoDieta si è ampliato in TeoDieta – Il benessere passa dalla spiritualità e, sia nella mia pagina FB che prende questo stesso nome sia nel mio blog, si può notare che è un percorso completo che non tralascia nessun aspetto. Con mia grande gioia ricevo feedback positivi da chi mi segue con interesse e mi chiede pareri, consigli, approfondimenti. Ecco perché, vi anticipo già, ci sarà un secondo libro di approfondimento di TeoDieta perché chi l’ha letto me ne chiede ulteriori approfondimenti.

Il tuo contributo nell’agenda offre consigli pratici, utili a raccogliere e conservare le piante medicinali. La cura di questo aspetto è importante per mantenere un corretto equilibrio tra ciò che si assume dall’esterno e la propria interiorità. Anche per la raccolta di piante medicinali si fa riferimento a cattive pratiche, quanto è difficile abbandonare le cattive abitudini alimentari?

È molto più difficile abbandonare le cattive abitudini che acquisirne di nuove e soprattutto mantenerle poi nel tempo. Ecco perché la sola motivazione iniziale non basta ma occorre acquisire un metodo che si sposi bene per ciascuno di noi (non il metodo uguale per tutti). Lo stesso vale per il cibo: in generale, i cibi naturali e leggeri (verdure, frutta e cibi integrali) sono associati a quel genere di capacità di concentrazione che ci aiutano a sentirci in forma e in contatto con il nostro io intuitivo ma è il nostro corpo che ci dice cosa gli fa bene, cosa gli dà energia, cosa lo rende vitale. Ciò che è importante è decidere perché vogliamo un certo tipo di cibo e, una volta che l’abbiamo mangiato, riflettere su come ci sentiamo e osservare se interferisce con la stabilità del nostro umore o con la nostra capacità di concentrarci o meditare. Sempre attuale il noto proverbio latino “Mens sana in corpore sano”.

Perché hai deciso di partecipare al progetto “Ddays, un anno da donne”? 

Devo dire che ho colto subito con gioia e interesse oltre che con enorme curiosità (sono una persona molto curiosa, nel senso che amo scoprire sempre cose nuove perché ritengo che ci sia sempre qualcosa da imparare) questo progetto perché credo nella forza delle donne e nell’importanza di mettere insieme capacità, conoscenze, competenze per lavorare in sinergia per un mondo migliore. 

Hai un consiglio per le donne che hanno deciso di raccogliere le proprie proposte e idee in un libro? 

Il consiglio che mi sento di dare a chi ha delle belle idee e proposte interessanti che possano veicolare un messaggio proficuo, è quello di fermarsi un attimo, mettere ordine, magari iniziando fisicamente dall’esterno, dal nostro ambiente abituale (casa, ufficio) secondo il metodo Konmari di Marie Kondo (dalla quale ho preso spunto e che mi è servito moltissimo e che consiglio vivamente, ne parlo anche in TeoDieta e l’ho inserito tra le cose da prendere seriamente in considerazione), e non procrastinare troppo nel mettere nero su bianco. Se si rimanda troppo il momento della scrittura si rischia di lasciare “evaporare” tutto l’entusiasmo e di abbandonare un progetto che potrebbe essere d’aiuto a molte persone. Per fare questo è fondamentale ascoltarsi e prima ancora amarsi, con molta naturalezza arriveranno molte cose, compreso l’agognato cambiamento. 

Qual è il tuo consiglio per vivere meglio il 2021 o per riuscire a migliorarsi durante quest’anno? 

Innanzitutto mi sento di consigliare di concentrarsi su attività che possano essere funzionali al nostro benessere e di ritornare all’essenzialità di alcune dimensioni del vivere: silenzio, respiro, meditazione, preghiera, contatto con la natura. Attivando la conoscenza di noi stessi, possiamo avvertire dentro di noi forze speciali che propongono nuove idee e soluzioni. Il mio consiglio è: re-inventatevi, cambiate prospettiva, attivate la capacità di ricreare e/o ricrearvi dal nulla, riscoprite nuove passioni e nuovi talenti. Siate una buona guida per voi stesse, offritevi incoraggiamento invece che critiche. Prendete coscienza dei tanti doni che avete da offrire agli altri perché ciò vi aiuta a donare ancora di più. Infine, ma non meno importante, potenziate le vostre preziose risorse interiori, come la compassione e il coraggio: avvertirete una ricchezza tale che potete donare agli altri, affinché a loro volta abbiano di più da dare a voi.

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