Il team di Ddays si racconta

Dietro il progetto “Ddays, un anno da donne” c’è un team formato da Daniela Ardelean, promotrice del progetto, Sonia Marazia, consulente di creatività digitale, e Maria Carmela Stella, Digital e SEO Copywriter. 
Oggi tocca a noi raccontarci e descrivere la nostra esperienza e la nostra attività lavorativa. 

Lavoro e percorso formativo

Daniela: Sono una mamma e sono una consulente di benessere. Vivo in Italia dal 2001, mi sono trasferita qui quando mia figlia era piccola perché da una parte la Romania, il mio Paese d’origine, usciva da 25 anni di comunismo e le condizioni generali non erano delle migliori e, dall’altra, mi sono ritrovata in una situazione personale molto complicata. Ho dovuto affrontare molte difficoltà e ho scoperto che nei momenti più duri si trova la forza necessaria a rialzarsi, ad andare avanti e a mantenere sempre vive le proprie passioni e i propri interessi.

Sonia: Il mio percorso nel mondo digitale è iniziato nel 2008, quando ho iniziato a lavorare a distanza come blogger per una nota testata online di Milano.
La collaborazione è durata molti anni e si è allargata a lavori come web editor per un magazine online e come copywriter per e-commerce. Se una parte della mia giornata era dedicata alla scrittura, l’altra era rivolta alla grafica digitale, per un’innata passione per le immagini e l’aspetto visual che coltivavo da autodidatta attraverso la computer grafica. Ho iniziato a esplorare l’universo istintivo dei segni e dei simboli seguendo un corso di fotografia, poi di grafica e pubblicità con docenti certificati Adobe, poi ho fatto uno stage in agenzia pubblicitaria, per poi essere  assistente creativa e grafica nel mondo dell’interior design.

Carmela: Ho iniziato a lavorare come Digital Copywriter abbastanza casualmente. Avevo appena finito un Dottorato in “Lingua, testo e forme della scrittura”, le cose non stavano andando come avevo sperato e quindi avevo iniziato a mandare CV in giro, in maniera poco ragionata perché non sapevo neanche io cosa potevo e volevo fare. Un bel giorno a una della mie mail seguì una risposta inattesa e mi ritrovai a collaborare con ICTV che ai tempi (2007) era la web tv di Html.it. Il mio compito era scrivere sceneggiature per brevi video di intrattenimento dedicati alla tecnologia, al digitale e ad altre tematiche simili.
Il lavoro di Digital e SEO Copywriter ho imparato a farlo facendolo, e poi ho messo in ordine le conoscenze che avevo acquisito frequentando specifici percorsi formativi.

Gli inizi dell’attività di freelance 

Daniela: Ho iniziato a collaborare con la Swisscare per un motivo molto semplice: ero molto soddisfatta dai risultati dell’uso quotidiano di tutti i loro prodotti e volevo usufruire degli sconti per poterli acquistare. Per questo sono diventata una consulente della cosmesi consapevole e ho iniziato a promuovere le creme e i cosmetici Swisscare.
Inoltre ho sempre cercato di ‘sfruttare’ le mie competenze da psicologa (la mia laurea in psicologia in Italia non viene riconosciuta, per questo sto seguendo corsi specifici per integrarla e per acquisire un titolo di studio che sia valido anche in Italia) per creare relazioni professionali e mettere a disposizione degli altri la mia esperienza, personale e professionale. Nel 2007 ho creato l’associazione “Benessere Cultura” che si è occupata per molti anni dell’organizzazione di corsi dedicati alla crescita personale e allo sviluppo di progetti professionali.

Sonia: Nel 2016 ho affrontato un cambiamento lavorativo. Stavo inviando curriculum un po’ a caso in altre città, ma in realtà non era quello che desideravo. Sentivo profondamente di voler essere una freelance e di voler lavorare online e a distanza. Non sapevo ancora in modo chiaro quale delle due vie intraprendere, parole o immagini, ma avevo individuato nella creazione dei siti web la strada che mi affascinava. Lavoravo ancora come web editor e mentre ero in fase di ricerca di persone da intervistare, ho trovato il progetto Business del Cuore®. Non solo sono riuscita a intervistare l’ideatrice Lara Ghiotto, ma ho trovato in lei la figura professionale che mi ha aiutata a fare chiarezza nelle mie idee che ancora non erano completamente lineari. Ho seguito il suo percorso, mi sono messa completamente in gioco, ho studiato e dopo un anno di “gavetta”, a maggio del 2017, ho aperto la Partita IVA e trovato nella creazione di siti WordPress e nella consulenza digitale il sentiero in cui la mia passione per la comunicazione visiva e la mia esperienza nella comunicazione digitale si sono incontrate e integrate.

Carmela: Tecnicamente ho la Partita IVA da tre anni, però mi considero da sempre una freelance: fino a qualche anno fa lavoravo come dipendente part time in un’azienda materana (la Timmytag) e allo stesso tempo collaboravo con altre realtà fatturando con ritenuta d’acconto. Poi le cose sono cambiate e anche il mio modo di rapportarmi al lavoro è dovuto cambiare per soddisfare nuove esigenze. E sta ancora cambiando.

Le difficoltà di essere una freelance 

Daniela: Personalmente mi sono sempre impegnata a fare tutto quello che mi appassionava e in cui credevo. L’idea di non essere abbastanza preparata o brillante mi ha frenata a lungo. Quando si lavora per sé stesse il successo e le soddisfazioni sono più incerti e più difficili da raggiungere, ma sono tuoi. A volte si vince e a volte si perde, però si ha sempre un obiettivo da raggiungere che contribuisce a farci andare avanti.

Sonia: Che domandona! Condivido le tre difficoltà principali, ma vi indico anche come le sto affrontando. 
La difficoltà di non avere un’entrata fissa ogni mese, tuttavia questo mi sta portando a migliorare la gestione fiscale del mio lavoro per avere una visione globale di entrate e uscite e, inoltre, mi spinge costantemente a volermi “ingegnare” per trovare una soluzione più stabile.  
L’organizzazione del tempo, e solo da quest’anno inizio a vedere buoni risultati. L’aspetto importante è trovare la radice della difficoltà. Per me il nemico numero uno è diventato WhatsApp! Se  individuiamo ciò che ci “risucchia energia” possiamo agire per trasformare la situazione.  
Fermarsi. Nei primi quattro anni da freelance lavoravo molto più di 8 ore al giorno e quasi sempre anche di sabato, domenica e festivi. Il risultato? Ansia e stress accumulate nel corpo, che un bel  giorno mi ha fatto capire a modo suo che era ora di “darsi una calmata”! Così ho iniziato a cambiare le mie abitudini. Se è vero che io sono il capo di me stessa, posso decidere quante ore lavorare e quando fermarmi.

Carmela: L’aspetto che mi manda letteralmente in bestia è che alle freelance e ai freelance non viene riconosciuto il diritto di avere diritti in quanto lavoratrici e lavoratori. Una società che non riconosce diritti a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori è una società che non ne riconosce il valore in quanto individui e che tende a svalutare il lavoro che svolgono. Credo che da qui derivino molte delle difficoltà che le freelance (e i freelance) devono affrontare.

Il ruolo del web e dell’attività online nel tuo lavoro

Daniela: Io credo molto in un uso consapevole del web, nella cura della propria presenza online e nell’opportunità di creare rete che offre. Per questi motivi oltre a impegnarmi in prima persona nella cura dei miei canali social, mi affido a professioniste, come Sonia e Carmela, per la cura degli aspetti che richiedono professionalità specifiche. 

Sonia: Ho scelto di lavorare per il web perché ho sempre intravisto le enormi potenzialità della rete e ho avuto l’occasione di sperimentarle. Per anni mi è capitato di provare a trasmettere ad altre persone il valore della rete che io vedevo, ma l’argomento veniva puntualmente “snobbato”. Oggi sono felice di aver seguito la via digitale, lavorando con clienti online. Se avessi incentrato la mia attività offline, lavorando solo in città, quasi sicuramente oggi non sarei ancora una freelance. Se  abbiamo la possibilità di arrivare in tutta Italia o nel mondo (se conosciamo le lingue) perché chiuderci in confini regionali! 

Carmela: Dalla prima collaborazione con HTML.it a quelle più recenti ho sempre lavorato online e/ o da remoto. L’attività online per me è fondamentale per lavorare, per formarmi e per conoscere cose nuove. 
Devo, però, ammettere che la mia presenza online è molto cambiata negli ultimi anni, prima ero molto più presente soprattutto su Facebook (dove mi divertivo a fare la spiritosa) e sul mio blog. Adesso sono presente con costanza solo su Instagram, dove pubblico le foto dei libri che leggo.

“Ddays, un anno da donne”: cosa ha rappresentato come esperienza professionale

Daniela: Sono sempre stata interessata a proporre network al femminile e il progetto Ddays mi è sembrato dall’inizio un modo per sviluppare relazioni personali e professionali tra donne. Il suo scopo era quello di permettere alle libere professioniste di promuoversi, connettersi, di stabilire relazioni e di creare una comunità di persone capaci di sostenersi e consigliarsi a vicenda. Devo dire che in parte questi obiettivi sono stati raggiunti.

Sonia: Conosco Daniela Ardelean, ideatrice del progetto Ddays da diversi anni, da quando ho iniziato a lavorare come freelance, e apprezzo la passione e la determinazione con cui porta avanti i progetti. Ho sposato appieno il suo progetto perché è un’idea originale che rende le donne protagoniste di un’agenda cartacea e di una settimana sui social. In realtà dietro tutto ciò c’è un nuovo modo creativo di promuovere le freelance, che funziona se “si fa rete”. L’esperienza è stata molto  impegnativa (più di un anno di lavoro) ma sicuramente preziosa dal punto di vista formativo e professionale. Ogni progetto permette alla fine di fermarsi per analizzare cosa ha funzionato e cosa si poteva fare meglio. Questa valutazione permette di crescere non solo a livello professionale, ma anche personale.

Carmela: Devo dire che è stata un’esperienza molto interessante. Leggere o ascoltare le storie delle freelance che hanno preso parte al progetto mi ha arricchita e mi ha fatto anche riflettere sulla diversità delle esperienze, delle motivazioni, delle vite. Poi, come ha detto anche Sabrina nella sua intervista, è stato molto affascinante seguire donne che lavorano alla realizzazione dei propri progetti e dei propri sogni professionali. E, dal mio punto di vista, è stato anche un privilegio contribuire alla realizzazione di questa rete tra professioniste.

Il 2021: progetti e nuove sfide 

Daniela: Come tutti penso al futuro, convivo con la paura per quello che ci attende. Però non voglio lasciare che sia un virus a decidere il mio futuro e voglio continuare a immaginare e costruire il mio. Per il momento il progetto Ddays si chiude e voglio concentrare le mie energie sulla mia attività di operatrice del benessere a supporto degli anziani e su SwissCare visto che sono diventata group leader di un team di 10 donne meravigliose che ogni giorno si impegnano nel loro lavoro. Se ci saranno novità lo comunicherò sui miei canali social e su quelli di Ddays.

Sonia: Ho una personalità creativa e adoro le idee, ma devo dosarle e concretizzarle così da trasformarle in progetti e in azioni: nel momento in cui le attivo iniziano le sfide! Quindi, ho deciso di concentrarmi su pochi progetti alla volta, così da portarli realmente alla luce e coltivarli. Il 2021 sarà dedicato alla mia crescita professionale, sono in formazione per evolvere come UX designer e con alcune colleghe lucane stiamo progettando un’idea legata alle donne e al digitale!

Carmela: I miei progetti e le nuove sfide per il 2021 e oltre riguardano un impegno lavorativo che sia più sociale e ‘politico’ (sì, parlare di impegno politico, visti i tempi, è fuori moda, ma io penso che sia la parola giusta da usare). Da alcuni anni svolgo un’attività di volontariato come Tutrice Legale per Minori Stranieri non Accompagnati e ho approfittato della pandemia per formarmi come insegnante di italiano per stranieri (il 10 maggio devo discutere la tesina del corso di perfezionamento che ho frequentato). 
Questo non vuol dire che voglio abbandonare il mio lavoro di Digital e SEO Copywriter, vuol dire che voglio rivedere il mio modo di lavorare e fare in modo che il mio lavoro abbia anche delle ricadute sociali. Con Sonia e altre professioniste lucane, ad esempio, stiamo lavorando a un progetto per aiutare giovani imprenditrici a sviluppare la propria idea imprenditoriale e a definire la propria presenza online.

Un consiglio per le freelance che vogliono ‘aprirsi’ al web e lanciare un proprio progetto online

Daniela: Alle freelance consiglio di non fidarsi subito del primo che capita e di fare attenzione a valutare coloro che si definiscono e si vendono come guru coach. Bisogna avere la capacità di capire cosa c’è di reale dietro i loro numerosissimi follower che hanno lo scopo di attirare nuovi clienti e occorre verificare se questi coach mettono in pratica quello che insegnano. 
Bisogna cercare i collaboratori giusti, valutare bene le persone di cui fidarsi e non credere a tutti quelli che si dichiarano grandi.  

Sonia: Immaginate, sognate, ideate, visualizzate, osate, mettetevi in ballo a qualsiasi età, ma poi passate sempre all’azione. In voi c’è tutta l’energia per dare forma alle vostre idee. Una volta concretizzato il progetto non limitatevi alla vostra città, ma portatelo nel mondo grazie al web. La rete è uno strumento che se usato in modo consapevole, etico e trasparente, mostrando realmente chi siete e qual è il vostro potenziale, può portare grandi vantaggi. 

Carmela: Fidatevi dei nostri consigli! 
Scherzo, anche se non tanto. In ogni caso, il mio consiglio è: prima di aprirvi al web riflettete bene sul significato di ‘aprirsi al web’ e analizzate bene le implicazioni dell’esporsi sul web. Nel senso che non è una cosa che si può fare a metà, la concorrenza è tanta e l’impegno deve essere proporzionale ai risultati che volete ottenere. 

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