Eliana Salvi: imprenditrice digitale e guida per le donne

Il viaggio alla scoperta dell’ampio mondo delle libere professioniste oggi fa tappa da Eliana Salvi.
Ho letto il suo libro “Donne, Mamme, Imprenditrici. Chiacchiere con Unicorni” e ho voluto conoscerla meglio per condividere la sua esperienza con la community del progetto “Ddays, un anno da donne”. 
Nel frattempo è uscito un altro suo libro, scritto a 4 mani con Federico Corradini, “Storie di donne mitologiche per bambine mitiche”.  
Carmela l’ha intervistata per noi.
Buona lettura! 

Ciao Eliana, partiamo dalle presentazioni. 
Chi è Eliana Salvi? Parlaci un po’ di te.

Ciao piacere a tutte! 
Sono nata ad Ascoli Piceno, classe 1983, e lavoro da diversi anni nel settore digitale, da quando mi sono buttata a capofitto nella mia prima esperienza imprenditoriale chiamata Pinktrotters. Prima ho lavorato in multinazionali, principalmente all’estero, e dopo l’esperienza Pinktrotters sono diventata consulente nel settore digitale, per grandi aziende, in particolare a supporto del settore moda e lusso. 

Parlaci del tuo progetto Pinktrotters e degli altri che porti avanti, come sono nati e come si stanno sviluppando?

Pinktrotters è un progetto a cui ho dedicato anima e corpo tra il 2012 e il 2017: un social network al femminile che permetteva di trovare amiche di viaggio. Lo scopo era sociale e nasceva da una mia personale esigenza: mi trovavo spesso da sola a viaggiare per lavoro o a cercare amiche che volessero sposare le mie idee di viaggio, non era sempre facile trovare la compagnia giusta. Ho cercato di creare un network che potesse permettere alle donne di avere sempre un punto di riferimento ovunque si trovassero, in sicurezza e in amicizia. Abbiamo testato svariati modelli di business insieme al mio team, abbiamo realizzato attività splendide, viaggiato in posti meravigliosi e coinvolto oltre 12.000 donne iscritte alla community. 

Ad oggi l’hashtag #pinktrotters è stato usato più di 130.000 volte per siglare foto di viaggio al femminile. Sono molto orgogliosa del lavoro fatto, ma penso che forse ero troppo giovane e immatura per poter gestire un progetto di tale portata. Oggi mi piacerebbe riprenderlo in mano e farlo fiorire di nuovo. C’è qualche lettrice che ha voglia di aiutarmi? 

Lavorare con le donne e per le donne. La tua è stata una scelta ben precisa, da cosa è nata? 

Quando ho iniziato Pinktrotters mi sono focalizzata su questo target. Aiutando (o cercando di aiutare) altre donne come me con problemi o ambizioni simili alle mie, aiuto, indirettamente, anche me stessa. Ho messo a disposizione il mio tempo libero per offrire sessioni di mentorship ad altre donne. Non sono psicologa né coach certificata: metto a disposizione la mia esperienza, i miei fallimenti, quello che ho imparato e che credo possa aiutare altre donne a non fare gli stessi miei errori. Da qualche mese ho anche iniziato a scrivere libri e dispense utili a questo scopo, sono disponibili su Amazon. 

Come definiresti le ‘Donne-Unicorno’? 

Le ‘Donne-Unicorno’ sono le donne che ho intervistato nel mio primo libro “Donne, Mamme, Imprenditrici. Chiacchiere con Unicorni”. Le ho definite così perché ho impiegato molto tempo per trovare donne che avessero le caratteristiche che stavo cercando. Donne, italiane, mamme, imprenditrici, con una società di cui sono fondatrici o socie, e che riescono a gestire anche l’aspetto familiare e privato. Sono loro le donne che ammiro e in cui trovo dei role model.
Il libro è nato da chiacchierate durante le quali ho condiviso con loro i miei dubbi e le mie paure sul futuro. Ne consiglio la lettura a chi ha voglia di trovare ispirazione e carica per affrontare le sfide professionali e personali. 

Le storie che hai raccolto nel tuo libro “Donne, Mamme, Imprenditrici. Chiacchiere con Unicorni” cosa ti hanno insegnato? 
Ti hanno cambiata in qualche modo?

Mi hanno insegnato a riconoscere la mia forza, a saperla sfruttare meglio, a guardare al futuro con coraggio e positività. Credo sia necessario supportare la maternità e l’imprenditoria femminile, e penso che sia possibile far convivere questi due aspetti. Le recensioni che ho ricevuto sono splendide, questo mi fa pensare che lo stesso insegnamento sia arrivato ai lettori e ne vado molto fiera. 

Quanto pensi sia importante per le libere professioniste fare rete e creare un network di relazioni personali e professionali? 

Molto importante, cruciale direi. Come gli uomini lo fanno da tempo, così dobbiamo imparare da loro e aiutarci tra di noi. 

Cosa ne pensi delle agende cartacee? Credi siano utili per le libere professioniste?

Certamente, sono molto utili e penso possano stimolare anche la scrittura. Usare la penna e lasciare una traccia scritta su un foglio mi aiuta a memorizzare le cose, molto più di quando prendo appunti su un supporto digitale. 

Quale consiglio daresti a una giovane freelance? 

Le consiglierei di leggere il mio Starter Pack “Startup al femminile: come iniziare” perché potrebbe trarre ottimi spunti per allargare il suo business e coinvolgere anche altre persone. In generale, consiglio sempre di pensare in grande, di non abbattersi di fronte alle prime difficoltà, perché ce ne sono e ce ne saranno tante, e, quando necessario, di chiedere aiuto. 

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