Anh Thu Nguyen: imprenditrice e Coach dell’Anima

Iniziamo questo viaggio alla scoperta delle libere professioniste che hanno aderito al progetto “Ddays, un anno da donne” con Anh Thu Nguyen, Coach dell’Anima.
La sua esperienza è molto interessante e sono sicura che molte freelance si riconosceranno in alcune della tappe che l’hanno portata a diventare un’imprenditrice, come preferisce definirsi. 
Non sei curiosa di scoprire cosa caratterizza l’attività di una persona che lavora come Coach dell’Anima? Io sì, e anche molto. 
Carmela l’ha intervistata per noi.
Buona lettura! 

Parlaci un po’ di te e del tuo lavoro. E, una cosa che mi interessa molto, qual è il tuo percorso formativo e professionale. Come sei arrivata a definire la tua professione e a fare quello che fai?

Sono una Coach dell’Anima, Professional Certified Coach (PCC) accreditata da ICF, formatrice, Moon Mother e fondatrice di LUNA Scuola di Coaching per l’Anima.  
Sin da giovane sono stata affascinata da tutto ciò che riguardava la crescita personale, la psicologia, l’educazione nonché lo sviluppo cognitivo, emotivo e spirituale. Allo stesso tempo ero intrigata dalla tecnologia e dalle possibilità offerte da quest’ultima. Quando ho dovuto scegliere l’indirizzo accademico, ero molto indecisa fra l’informatica, la psicologia e la pedagogia, e alla fine ho scelto di studiarle tutte (in Svizzera, ci sono Università in cui è possibile scegliere un indirizzo di studio principale più uno o due secondari, e così ho fatto). 
Dopo essermi laureata mi sono però accorta che una carriera incentrata esclusivamente sull’informatica non mi avrebbe dato completa soddisfazione, così ho conseguito una laurea specialistica per approfondire le scienze della comunicazione e della formazione. È stata una decisione che mi ha permesso di lavorare in contesti educativi, di occuparmi di ricerca e sviluppo nella didattica delle tecnologie e di fare corsi nel settore della crescita personale. 
Il mio lavoro mi piaceva molto e, dopo anni di gavetta, avevo finalmente trovato un posto fisso con una buona retribuzione.
La mia vita scorreva tranquilla e credevo di essermi “sistemata”. 

Finché non sono andata in crisi
Sentivo che c’era molto di più e che avrei potuto fare e dare molto di più, ma non sapevo nemmeno io cosa esattamente. Convivevo con il mio (ex) fidanzato, avevo un buon lavoro, tanti amici, una famiglia che mi voleva bene. Non avevo nulla di cui lamentarmi. 
Eppure, dentro di me sentivo un vuoto crescente. Così ho rimesso in discussione tutto e ho iniziato a chiedermi chi ero e che cosa volessi veramente per la mia vita.  
Nello stesso periodo, terminata la relazione con il mio ex, ho conosciuto Simone, il mio attuale compagno, che abitava a Singapore, a 12.000km di distanza. Abbiamo iniziato una relazione a (lunga) distanza e ho iniziato a valutare l’idea di trasferirmi all’estero. Avevo molta paura di lasciare tutte le mie certezze, di non trovare un nuovo lavoro e di fare il passo più lungo della gamba. 

In questo periodo di crisi e confusione ho scoperto il mio amore per il coaching, grazie a una cross-cultural coach che ai tempi abitava a Gerusalemme e aiutava le donne espatriate a crearsi una carriera portatile. Il percorso di coaching con lei mi ha aiutata a capire meglio i miei desideri, i miei valori, nonché le mie qualità e i miei punti di forza, raccogliendo il coraggio necessario a fare il grande salto. 
Una volta a Singapore, ho iniziato a studiare l’inglese, a informarmi sui percorsi per diventare Coach e a frequentare diversi corsi per aumentare  le mie conoscenze. Inoltre, ho partecipato a incontri di donne imprenditrici e ho svolto attività di volontariato. Insomma, non me ne stavo con le mani in mano, volevo re-inventarmi a tutti i costi per creare una mia indipendenza, anche economica. 
Nonostante tutta la buona volontà, ho incontrato moltissimi ostacoli di tipo burocratico: non è facile trovare lavoro se sei straniera e hai un visto turistico. Proprio in questa situazione difficile è venuta fuori tutta la mia determinazione, e ho creato Threesixtyskills Pte Ltd., la mia attività di formazione e coaching a Singapore. 
Da qui, ho cominciato un bellissimo viaggio nel mondo del coaching, mi sono occupata di Life Coaching e di Business Coaching, mentre adesso mi occupo di Coaching dell’Anima

Posso dire che questo è stato un percorso naturale durante il quale ho riscoperto me stessa, e poi pian piano, grazie ai clienti, sono riuscita ad affinare le mie capacità e a individuare sempre più chiaramente la mia missione e la mia nicchia di mercato, se così vogliamo definirla.  
Se me lo avessero chiesto diversi anni fa, non avrei mai creduto che un giorno avrei svolto questo mestiere. Il mio percorso si è delineato pian piano, attraverso tutta una serie di trials and errors, ma soprattutto attraverso l’esperienza concreta.
Tutto questo mi ha permesso di entrare sempre più in contatto con la mia essenza più profonda e di svolgere, finalmente, un lavoro che sento totalmente allineato a me. 

Cosa vuol dire per te essere una freelance?

Più che freelance, mi considero un’imprenditrice, dal momento che nel mio lavoro posso creare ogni giorno qualcosa di innovativo e creativo da portare al mondo, per creare un cambiamento nella vita delle persone. 
Vedo il mio lavoro come manifestazione della mia missione, che è quella di aiutare le donne a conoscere sé stesse in profondità e a esprimere appieno il proprio potere interiore, affinché possano creare e vivere una vita in linea con la loro essenza e diventare a loro volta ispirazione per gli altri. Proprio come un’onda che si propaga e che man mano che tocca le persone attiva la luce che è dentro di loro, creando consapevolezza e trasformazione.

Come libera professionista, quali sono le difficoltà maggiori che incontri nel tuo lavoro?

L’aspetto più sfidante dell’essere imprenditrici è la gestione del proprio mindset e delle proprie emozioni. Con questo mi riferisco alla presa di consapevolezza dei propri pensieri, di come con le nostre convinzioni creiamo le sensazioni piacevoli o spiacevoli che proviamo, e di come tutto questo influenzi le nostre azioni e dunque i nostri risultati.
Di fronte alle circostanze esterne, può essere facile farsi prendere da paure, timori, paranoie. È proprio in questi momenti che è importante accorgersi di ciò che sta accadendo dentro di noi, mettendo in atto gli strumenti di self-coaching per diventare leader di sé stesse. Allo stesso tempo, è importante accogliere le proprie emozioni e ascoltare i messaggi che ci portano, così da accedere al loro grande potere creativo e trasformativo.

Qual è la tua definizione di self-care? E come pensi che possa aiutare il lavoro delle libere professioniste?

Il self-care è innanzitutto amore profondo verso sé stesse, quindi accettazione completa di chi siamo, di come siamo e dei nostri bisogni. Quando una persona rispetta e ama profondamente sé stessa, in tutte le sue luci e ombre, non si metterà più al secondo posto né sacrificherà il suo benessere per gli altri, perché è consapevole che solo prendendosi cura di sé potrà essere nelle condizioni energetiche, emotive, mentali e fisiche necessarie per dare il suo contributo agli altri.
Per le libere professioniste, che spesso tendono a mettere davanti il lavoro o i bisogni degli altri, è fondamentale coltivare questo amore verso di sé, perché altrimenti sarà sempre una corsa sfiancante verso un obiettivo che non sarà mai raggiunto.

Cosa vuol dire essere e diventare ‘Coaching dell’Anima’? Quali sono le persone a cui si rivolge la tua scuola di Coaching?

Diventare Coach dell’Anima significa scegliere un percorso trasformativo che innanzitutto ti aiuta a conoscere te stessa in profondità e a vivere il tuo quotidiano in modo allineato a ciò che hai dentro, a chi sei per davvero, così che le scelte che fai giorno dopo giorno rispecchino la tua essenza. 
Significa, anche, andare oltre alle maschere indossate, alla dimensione dell’ego, alle risposte condizionate e ai meccanismi di reazione inconsapevoli, così da esprimere il proprio essere autentico, la propria luce interiore.
Essere Coach dell’Anima significa intraprendere questo viaggio per sé stesse e allo stesso tempo accompagnare altre persone a fare altrettanto, così da favorire ulteriore consapevolezza e trasformazione nel mondo. 

Perché hai deciso di partecipare al progetto “Ddays, un anno da donne”?

Appoggio la collaborazione e la sorellanza tra donne, e sono fermamente convinta che sia più utile sostenersi a vicenda piuttosto che farsi la guerra, soprattutto in un contesto come quello dell’imprenditoria. 
Credo, inoltre, che sia utile portare strumenti d’ispirazione per le donne, sia quelle che sono all’inizio della propria attività imprenditoriale, sia quelle che sono già avviate. 
Troppo spesso le donne non credono sufficientemente in sé stesse e rischiano di gettare la spugna di fronte alle prime difficoltà. Eppure, tutte le donne hanno un grandissimo potenziale dentro di sé. Hanno tanto amore, tanta passione, tanta determinazione e tanta dedizione che, se portati avanti con coraggio e consapevolezza, possono cambiare la vita di molte persone.

Hai un consiglio per le donne che stanno per avviare una propria attività professionale?

All’inizio, può capitare di porsi domande come “Chi sono io per fare questo?”, oppure “Ma chi credo di essere?”. Molte donne abbandonano i loro sogni perché credono di non essere abbastanza, di non sapere abbastanza, o perché mancano di autostima e fiducia in sé stesse. A loro in particolare voglio dire che la fiducia in sé, l’autostima e le competenze sono tutti aspetti che si possono sviluppare e coltivare. Non da un giorno all’altro, né per magia, ma un passo alla volta, giorno dopo giorno. 
Fate in modo che il vostro sogno e il vostro perché siano più grandi delle vostre paure e dei vostri timori, e continuate giorno dopo giorno a fare un passetto verso la direzione che desiderate, con piena accoglienza ed empatia verso di voi. Ci saranno cadute, ci saranno capitomboli, ci saranno momenti di arresto e magari anche situazioni in cui dovrete fare qualche passo indietro: questo è il viaggio imprenditoriale. Non è una linea dritta, è un percorso di trasformazione, dentro e fuori. Se rimarrete focalizzate sulla vostra missione e continuerete ad ascoltare la voce della vostra anima, andrete lontano.
Non scoraggiatevi, cercate i vostri alleati, fatevi accompagnare da coach, mentori e consulenti se necessario, e continuate sempre sempre sempre a credere in voi stesse, affinché la vostra luce possa brillare pienamente.

Come pensi che dobbiamo prepararci ad affrontare il 2021? Quanto sarà importante occuparsi di sé stesse e del proprio benessere?

Tutti sappiamo che il 2020 è stato un anno molto diverso da quello che ci aspettavamo, e in molti forse riporranno tutte le loro speranze nel nuovo anno, sperando che la situazione esterna cambi e che dunque le cose tornino alla normalità. Ovviamente anch’io spero che la pandemia finisca e che potremo finalmente tornare ad abbracciarci, ma credo che soprattutto di fronte a situazioni come queste, dobbiamo portare il focus al nostro interno e prenderci cura dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.
Con questo intendo dire che i nostri risultati possono essere influenzati dalle circostanze esterne, ma ciò che fa davvero la differenza sarà sempre e solo il nostro atteggiamento mentale, così come il modo con cui decidiamo di rispondere agli eventi difficili.
Quindi, trovo che il modo più saggio per affrontare il 2021 sia quello di ripercorrere il 2020 prendendo consapevolezza di ciò che abbiamo imparato, degli insegnamenti che abbiamo tratto, accorgendoci che siamo davvero più forti di quello che pensiamo. Così che il 2020 non sia un anno da dimenticare, ma un anno di grandi scoperte su di noi, sulle nostre capacità, sulla nostra resilienza.

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